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14/05/2010
IL COREOGRAFO ELETTRONICO
ATELIER
Presentazione dei video vincitori e le menzioni speciali del XVI FESTIVAL INTERNAZIONALE DI VIDEODANZA
Venerdì 14 maggio 2010
Ore 22
Al Nuovo Montevergini, in Atelier
Il Coreografo Elettronico
in collaborazione con NapoliDanza e Stage Centro Danza Palermo
Ideato e diretto da Marilena Riccio per Napolidanza, il Coreografo Elettronico è un Festival internazionale di Videodanza, oggi giunto alla sua XVII edizione, che raccoglie decine e decine di opere e di titoli per un sorprendente viaggio tra le latitudini e gli approdi dei linguaggi della coreografia contemporanea restituita dall'elettronica e dal digitale. Film, documentari, clip, short, opere, realizzati con l'uso delle piu' diverse tecnologie: dalla ripresa video allo screening elettronico, dalle sincronie digitali alle piattaforme mixmediali, al 3D.
Mentre a Napoli si svolge l’edizione numero XVII, in questo “gemellaggio artistico”, al Nuovo Montevergini a Palermo, vengono presentate le opere vincitrici e le menzioni speciali della scorsa edizione, proclamati dalla giuria composta da Ada d'Adamo (Presidente), Anna Lea Antolini, Gianfranco di Vito e Mariano Sacco.
Premio MIGLIORE PRODUZIONE INDIPENDENTE
– Terrestre_movement in still life, di Maria Celeste Taliani, Italia, 10' (2008)
Coreografia Simona Bertozzi, produzione Riccione TTV
Lavoro essenziale ed asciutto, dove la presenza della performer diventa cifra stilistica, ed il controllo potente del corpo crea immagini in trasformazione che la prossimità della telecamera esalta. In questo senso il video è caratterizzato da un sapiente utilizzo del grandangolo e delle ottiche a focale fissa.
MENZIONI SPECIALI
– Reincarnation, Giappone, 5' (2008)
Regia Takeshi Kushida, Coreografia Kaiji Moriama
Per il forte impatto visivo ottenuto attraverso l'uso incisivo dei contrasti cromatici: un lavoro capace di sintetizzare in un' unica immagine il tema della fusione tra corpo ed anima, in un modo formalmente perfetto. Completamente realizzato in alta definizione con le tecniche del 'compositing', analizza uno dei argomenti peculiari della cultura giapponese.
– The Mysteries of Nature, Corea del Sud, 10' (2008)
Regia Dahci Ma, Coreografia Jaeyoung Park
Si mette in luce soprattutto per la grande qualità audiovisiva, dove il linguaggio è utilizzato in maniera estremamente essenziale. Continui rimandi all'opera di Antonioni, moltissime variazioni di fuoco, ma sempre misurate e significative. Suggestiva la scelta di sviluppare il fotogramma in maniera verticale con un chiaro rimando al formato Academy, tipico del cinema anni '20.
– Cromosonics, Italia/Svizzera, 14' (2007)
Regia Claudio Prati, Coreografia Ariella Vidach
Una menzione particolare agli autori per l'attività di ricerca che da anni svolgono nell'ambito della fusione tra danza e nuove tecnologie.
INGRESSO LIBERO
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