25 novembre 2009
Pink, Me & The Roses
Scenario a Palermo
7 euro
Premio Scenario 2009
Compagnia Codice Ivan (Bolzano)
drammaturgia originale collettiva di e con Anna Destefanis, Leonardo Mazzi, Benno Steinegger
Motivazione della Giuria.
Porsi una domanda sull'arte, mentre l'arte ci interroga sulla nostra irriducibile natura. Riflettere su cos'è che non procede mentre il decadimento non si ferma mai. Guardarsi sfiorire nel luogo della bellezza. E non sapere da dove cominciare. I giovani di Codice Ivan sembrano accedere al teatro da ingressi decentrati e disorientanti che, assunti in piena consapevolezza, offrono un'angolazione speciale allo sguardo, una libertà che dischiude le valvole del processo creativo fino al suo grado di immediatezza. Così, la favola antica sull'impossibile collaborazione fra la rana e lo scorpione apre la scena alle domande sul perché tutti i nostri tentativi di dialogo sembrino destinati all'insuccesso; e sul perché sia proprio il linguaggio a segnarne il fallimento. Bisogna riportare questo fattore sulla scena, magari a partire dallo spettatore. Così il palco svuotato, anziché mostrarsi come luogo di spopolamento, può farsi luogo dell'accoglienza.
Lo spettacolo.
«Lo scorpione, portato sulla schiena della rana per attraversare il fiume, punge la rana. La rana morendo chiede allo scorpione: "Perché mi hai punto, visto che in questo modo moriremo entrambi?". Lo scorpione risponde: "Perché è nella mia natura». Esopo
Pink, Me & The Roses è un decadimento. Un "concerto" in cui il vecchio rocker suona musica che parla di musica. La morte-suicidio dello pseudo-attore e della pseudo-scena. Ci chiediamo dov'è il dentro e dov'è il fuori, dov'è il limite tra il corpo del performer e quello del personaggio, dove i limiti tra le cose, tra rana e scorpione, tra vittoria e sconfitta, tra bene e male. Pink, Me & The Roses è un palloncino, una parrucca, una poltrona, un golf, del linoleum, un coltello in una bocca, del pvc, un trespallet, due tacchi, e anche? un occhio di bue su due ruote. Pink, Me & The Roses non solo rivela ciò che succede dietro le quinte, ma anche come si è arrivati alla messa in scena. Il making off irrompe in una scena essenziale: pochi oggetti, pochi colori, poco spazio e ben marcato. Siamo oltre la narrazione e l'inganno non regge più. Improvvisamente la scatola nera diventa bianca: la vita irrompe. Durante il processo siamo saltati da un piano a un altro di analisi, cercando di capire chi fosse la rana e chi fosse lo scorpione. Abbiamo individuato nel teatro lo strumento di auto-determinazione per eccellenza, il passaggio per attraversare il fiume (la rana); e nell'attore il conflitto perenne tra la propria natura e la necessità di divenire altro - il desiderio di attraversare il fiume (lo scorpione).